Luciano Caldari

Luciano Caldari

Luciano Caldari Pittore neorealista

Luciano Caldari( Savignano sul Rubicone, 1925 - Cesena, 2012 )Nato a Savignano sul Rubicone nel 1925, Luciano Caldari ha studiato a Bologna dove si è diplomato nel 1945 al Liceo Artistico. Ha iniziato la carriera artistica in ambito cesenate a contatto con i coetanei Alberto Sughi e Giovanni Cappelli, aderendo al movimento neorealista. Ha inizialmente affrontato tematiche d’impegno sociale, sul mondo del lavoro bracciantile e contadino. Frequenti anche i soggetti legati alla marineria. Nel '49 si trasferisce a Roma, dove espone alcune opere grafiche in una mostra collettiva alla "Galleria Einaudi" con De Pisis, Omiccioli, Melli, Vespignani, Nel '50 è a Parigi dove ha rapporti soprattutto con Leger prima di entrare in contatto con l’ambiente milanese. Nel capoluogo lombardo frequenta Birolli e Morlotti pittori come lui impegnati nelle tematiche esistenziali.

Cesena omaggia il grande pittore romagnolo con la retrospettiva "Luciano Caldari 1925-2025"

La città di Cesena rende omaggio al maestro Luciano Caldari nel centenario della sua nascita con la mostra “Luciano Caldari 1925–2025”, organizzata dal Comune di Cesena e dalla figlia Francesca Caldari, che sarà inaugurata sabato 13 dicembre, alle ore 17, a cento anni dal giorno in cui l’artista venne al mondo, il 13 dicembre 1925.
L’esposizione si articolerà in due sedi: la Galleria comunale del Ridotto e la Sala Sozzi del palazzo del Ridotto, con un allestimento curato da Romagna Fiere Srl, che prevede pannelli espositivi e un’illuminazione studiata con faretti professionali. In esposizione circa 60 opere provenienti principalmente dalla collezione di famiglia, da numerosi collezionisti privati, e da un importante prestito della Provincia di Forlì-Cesena: Il Capriccio (1957), opera scelta anche per i manifesti della stagione teatrale di Savignano sul Rubicone, città natale dell’artista, dove l’8 dicembre si terrà un evento celebrativo dedicato a Caldari. Il percorso espositivo accompagnerà i visitatori attraverso l’intera parabola creativa dell’artista, dalle prime opere degli anni Cinquanta, come i disegni di braccianti calabresi e le scene di lavoro, tra cui Verso la Risaia (Collezione Cellini) e Le lavandaie (Collezione Antoniacci), fino alle produzioni più mature e all’ultima fase, caratterizzata da nature morte e paesaggi. Un itinerario che restituisce la profondità del suo vissuto e la sensibilità con cui Caldari ha saputo osservare e interpretare la realtà che lo circondava. La mostra ha il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Forlì-Cesena e del Comune di Cesena e rimane aperta fino al 25 gennaio 2026.

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