Qui esordisce nel ‘51 con una mostra personale alla Galleria Bergamini. Durante il periodo milanese ha rivolto la propria attenzione alla condizione ed ai processi di alienazione dell’uomo nella società del suo tempo. Nel 1956 è stato presente con opere grafiche alla Biennale di Venezia. Successivamente espone in importanti rassegne d'arte allestite in diverse città dell'est europeo, tra le quali Mosca, Berlino, Praga , Budapest , Sofia, Varsavia. Nel 1960 ha ottenuto importanti riconoscimenti al ‘Premio Marzabotto’ ed al ‘Premio Cassiano Fenati’ e nel '65 alla Mostra Internazionale "Golfo della Spezia". Dopo il rientro a Cesena, ha espresso una figurazione d’ispirazione esistenziale ed intimista. Ha insegnato all’Accademia di Belle Arti di Ravenna dove nel 1972 , ha presentato sue opere al "Morgan’s Paint". Nel 1974 Cesena gli ha dedicato una grande mostra antologica curata da Mario De Micheli. A metà degli anni '80, su invito, è allestita una Personale presso l'Ambasciata Italiana di Tunisi. Nell’ultimo periodo ha vissuto e lavorato appartato nella sua casa-studio sulla collina cesenate, esposta ai venti della vicina montagna e del mare, "la casa ideale, fuori dalle utopie, il sogno di una vita di lavoro e di meditazione".
La città di Cesena rende omaggio al maestro Luciano Caldari nel centenario della sua nascita con la mostra “Luciano Caldari 1925–2025”, organizzata dal Comune di Cesena e dalla figlia Francesca Caldari, che sarà inaugurata sabato 13 dicembre, alle ore 17, a cento anni dal giorno in cui l’artista venne al mondo, il 13 dicembre 1925.
L’esposizione si articolerà in due sedi: la Galleria comunale del Ridotto e la Sala Sozzi del palazzo del Ridotto, con un allestimento curato da Romagna Fiere Srl, che prevede pannelli espositivi e un’illuminazione studiata con faretti professionali. In esposizione circa 60 opere provenienti principalmente dalla collezione di famiglia, da numerosi collezionisti privati, e da un importante prestito della Provincia di Forlì-Cesena: Il Capriccio (1957), opera scelta anche per i manifesti della stagione teatrale di Savignano sul Rubicone, città natale dell’artista, dove l’8 dicembre si terrà un evento celebrativo dedicato a Caldari. Il percorso espositivo accompagnerà i visitatori attraverso l’intera parabola creativa dell’artista, dalle prime opere degli anni Cinquanta, come i disegni di braccianti calabresi e le scene di lavoro, tra cui Verso la Risaia (Collezione Cellini) e Le lavandaie (Collezione Antoniacci), fino alle produzioni più mature e all’ultima fase, caratterizzata da nature morte e paesaggi. Un itinerario che restituisce la profondità del suo vissuto e la sensibilità con cui Caldari ha saputo osservare e interpretare la realtà che lo circondava. La mostra ha il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Forlì-Cesena e del Comune di Cesena e rimane aperta fino al 25 gennaio 2026.